Oltre ad essere un'abilità che dobbiamo forzatamente possedere, è anche un pratico esercizio per affinare l'orecchio: vediamo come accordare la nostra chitarra.
Quando si è agli inizi accordare la chitarra può essere davvero difficile, molto più difficile che suonare qualche accordo. Ci servirà un bel po' di esercizio per riuscire ad accordare con disinvoltura le sei corde, ma soprattutto ci servirà molta pazienza: dobbiamo assolutamente resistere alla tentazione di utilizzare un'accordatore elettronico.
Prima di iniziare però dobbiamo sapere quali sono le note che dobbiamo ottenere da ciascuna corda: l'accordatura standard è detta EADGBe (la "e" in minuscolo è il MI cantino la prima a partire dal fondo, la più fine per intenderci). Questa strana sigla ha in realtà un significato molto semplice da comprendere, ma per poterne parlare dobbiamo fare un salto indietro e vedere la siglatura internazionale delle sette note:
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Un modo migliore per memorizzare e ricordare la terminologia internazionale è quella di partire dal LA con la scala e cioè (LA,SI,DO,RE,MI,FA,SOL) e andare in ordine alfabetico partendo dalla lettera A e cioè (A,B,C,D,E,F,G). In questo modo basta ricordarsi che la lettera A corrisponde alla nota LA il resto viene seguedo la scala normale delle note. |
Nell'esempio, vengono suonate le sei corde della chitarra partendo dalla sesta fino alla prima, in modo che si possa sentire l'effetto di una chitarra accordata.
Se siamo abituati ai nomi tradizionali delle note ci troveremo un po' in difficoltà a memorizzare queste sigle, ma sono veramente fondamentali per suonare la chitarra, pertanto meglio impararle bene fin da subito. Avevamo detto che l'accordatura si dice EADGBe: ora questa sigla assume un senso. Indica infatti le sei note generate dalla vibrazione a vuoto (senza premere nessun tasto) delle sei corde, partendo dalla corda più grave (la più spessa). Quest'ultima pertanto, suonata a vuoto, dovrà generare un E, ossia un MI. La seconda corda un A, ossia un LA, e così via. L'ultima corda, la più sottile, viene indicata da e: la lettera minuscola ci ricorda che si tratta di un MI inferiore di un'ottava a quello della prima corda. Un piccolo schema per chiarire ulteriormente:
e (mi) -------------------------------------------------
B (si) -------------------------------------------------
G (sol) -------------------------------------------------
D (re) -------------------------------------------------
A (la) -------------------------------------------------
E (mi) -------------------------------------------------
Ecco le sei corde con le rispettive note e di seguito come appaiono le sette note musicali sul pentagramma, nella scala diatonica di Do in chiave di violino.

Finalmente possiamo passare all'accordatura vera e propria.
Per accordare lo strumento ci serve forzatamente un parametro esterno, ossia un suono da usare come confronto: tale suono dev'essere sicuramente noto, quindi dobbiamo conoscerne la nota con certezza. La nota universalmente utilizzata è il LA a 440Hz, con frequenza naturale definita da un numero intero e corrispondente alla quinta corda (D'ora in poi le corde vengono lette in senso opposto e cioè la prima corda corrisponde al Mi sottile, la seconda al Si e cosi via).
Dunque ci serve uno strumento in grado di restituirci con certezza un LA a 440Hz: abbiamo diverse possibilità. A tale impiego si prestano infatti ottimamente diversi strumenti, primo tra tutti il diapason: costituito da 2 barre metalliche, messo in vibrazione genera un LA perfetto. Il problema è che questo LA risulta essere un'ottava più alto di quello che ci serve per la seconda corda della chitarra (un LA appunto): dovremo avere buon orecchio. Si possono acquistare anche accordatori a fiato, ossia particolari 'fischietti' che generano proprio il LA che interessa a noi. Oppure possiamo affidarci a strumenti dall'accordatura più salda, come ad esempio un pianoforte.
Ma se proprio non dovessimo avere nessuno degli strumenti sopraindicati, vi insegno un segreto che in pochi lo conoscono: il telefono, si perchè la nota che sentiamo con il classico tu-tu è proprio il LA, semplice no?
Una volta che sappiamo dove reperire questo famoso LA, possiamo iniziare ad accordare la "quinta" corda della nostra chitarra: la suoniamo senza premere nessun tasto e confrontiamo il suono ottenuto con il LA di riferimento. Se la nostra corda emette un suono più grave dovremo tenderla ulteriormente attraverso la chiavetta (meccanica) corrispondente, se il suono è troppo acuto dovremo invece renderla meno tesa intervenendo sempre sull'apposita meccanica. Quando i due suoni ci appariranno identici (sempre tenendo conto del diverso timbro dei due strumenti...) potremo procedere ad accordare le altre corde.
La quarta corda (D), la possiamo accordare prendendo come riferimento proprio la corda che abbiamo appena accordato: premendo quest'ultima al 5° tasto otterremo il Re della quarta corda. Lavoriamo confrontando i due suoni come fatto prima.
Il suono della terza corda (G) si ottiene in modo analogo, al 5° tasto della quarta corda. Invece la seconda corda (B) corrisponde al 4° tasto della terza corda, mentre la prima corda (e) la otteniamo dal 5° tasto della seconda.
Ci manca solo il MI della sesta corda: anche la prima corda è un MI, quindi possiamo lavorare confrontando le due, ricordandoci sempre però che la prima corda è di un'ottava superiore. Oppure possiamo accordare la sesta corda sapendo che il suo 5° tasto corrisponde alla quarta corda, al LA.
Decisamente complicato, vero? In realtà con un piccolo schema è molto più intuitivo: vediamo ora le varie corde affiancate al loro suono di riferimento.
| VI |
E |
= al 5° tasto è uguale alla V |
| V |
A |
= LA 440 (diapason, accordatore, pianoforte...) |
| IV |
D |
= V corda al 5° tasto |
| III |
G |
= IV corda al 5° tasto |
| II |
B |
= III corda al 4° tasto |
| I |
e |
= II corda al 5° tasto |
Dunque si tratta fondamentalmente di confrontare un suono di riferimento con la corda che dobbiamo accordare suonata a vuoto.
Video di Massimo Varini - Accordare la chitarra
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Infine bisogna sottolineare che alcuni chitarristi utilizzano accordature diverse dalla standard EADGBe: tali variazioni possono essere utili per semplificare le diteggiature volendo ottenere particolari suoni, o semplicemente per sperimentare nuove sonorità. Si parla in particolare spesso di "dropped C" o "dropped D": in questi casi la prima corda viene ribassata a C o D. Dunque le accordature corrispondenti saranno DADGBe e CADGBe, ma le variazioni possibili sono infinite. Di solito all'inizio di ogni tablatura o spartitura troviamo indicata l'accordatura in uso.