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Recentissimi studi hanno posto fine alla speculazioni che ritenevono possibile che l'accoppiamento tra i primi abitanti dell'Europa
(che sono classificati come Homo neanderthalensis) e la specie cui apparteniamo, Homo sapiens.
Un gruppo Del Max Planck institute, in Germania, guidato dal genista Svante Paabo, è riuscito a stabilire la sequanza
del cromosoma Y, che determina il sesso maschile, di un uomo di Neanderthal vissuto 45.000 anni fa in Croazia. E hanno scoperto che le differenze tra loro e noi impedivano lo scambio genetico tra le specie.
Ma l'ipotesi più provocatoria proviena dal libro the singing Neanderthal, di Steven Mithen. L'autore, un archeologo
inglese, afferma che il linguaggio umano è nato da un'evoluzione delle prime "canzoni" dei nostri antenati australopitechi; una volta
nato il linguaggio vero e proprio, la musica si è trasformata in un metodo per comunicare con la divinità.
Mithen è particolarmente attirato dai cugini neanderthaliani; afferma che, lungi dall'essere bruti senza sensibilità,
erano in grado di emozionarsi.
Anche se alcuni hanno accolto le tesi un pò ardite, l'idea che il linguaggio si sia evoluto dalla musica è stata accolta
da altri antropologi come una possibile strada dai suoni alla lingua.
(Fonte: Geo - Notizia aggiornata al 02 Dicembre 2006)
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