|
Haile è un bravissimo batterista, è capace di accompagnare i musicisti e di
improvvisare assoli degni di un vero virtuoso delle percussioni. Ma è
soprattutto in coppia con un altro batterista che dà il meglio di sé. Un grande
talento, insomma, ma con una particolarità: Haile è un robot.
Robot... jazz Si chiama Gil Weinberg il ricercatore
del Georgia Institute of Technology dalla cui mente è nato questo prodigio della
musica e della tecnologia. Il robot, infatti, grazie a un complesso software non
è solo in grado di suonare un vero tamburo, ma con i suoi sensori è anche capace
di ascoltare i batteristi in carne ed ossa per imparare da loro. Messo di fronte
a un batterista, Haile non ha nessuna difficoltà ad improvvisare con lui,
accompagnandolo proprio come farebbe un percussionista umano. Haile infatti
ascolta e analizza in contemporanea i suoni prodotti dai suoi colleghi così da
“accordare” a loro il suo ritmo modificando l’intensità del tocco, variando la
ritmica o colpendo il tamburo in punti diversi. Insomma, è l’improvvisazione il
suo forte.
Ispirazione reciproca «Haile combina
l’analisi algoritmica dei pezzi musicali con la ricchezza e l'espressività
dell'esecuzione improvvisata» afferma Weinberg. «Siamo convinti che Haile potrà
ispirare i musicisti "umani" a nuove produzioni musicali». A sentire gli
scienziati, in un prossimo futuro si potrebbe impiegare anche un gemello di
Hail, verificando così se due musicisti robot riusciranno in qualche modo a
interagire tra loro e a ispirarsi l’uno alla musica dell’altro.
Vedi il video su YouTube
( Fonte Focus - Notizia aggiornata al 25
luglio 2007)
|